UNA SOCIETÀ DI ESSERI UMANI #2



WARNING!

ONLY FOR HIGHLY MOTIVATED PIONEERS OF LOVE


Continua da UNA SOCIETÀ DI ESSERI UMANI #1


“Ma, quindi, cosa devo fare? Devo restare in questo posto, dove non mi trovo bene, fino a quando mi verrà un esaurimento? Quanto devo resistere?”

Questa è la classica domanda che molti si/mi pongono. Ed è lecita, ma io vi devo ricordare che il telecomando della vostra vita è nelle vostre mani.

Provo ad esporvi alcuni punti, in modo da poter mettere a fuoco la situazione in cui vi trovate, ma lo farò partendo da una domanda un po’ strana.

Vi chiedo: “Puoi dare le dimissioni?” cioè “Puoi andartene o sei costretto a stare lì dove sei adesso?”

Anche se vi sembra scontata, questa domanda non lo è affatto.

Se vi trovate in questa situazione è chiaro che non vi fidate della vita, o almeno non totalmente, quindi non posso dirvi “Fidatevi” perché non servirebbe a nulla, ma credo che questa domanda posta nel modo giusto possa fare la differenza.

Avete la responsabilità di rendervi conto di CHI siete e lo potete fare osservando ciò che vi circonda: il vostro lavoro, la vostra casa, i vostri amici, il rapporto di coppia, la famiglia di origine vi raccontano di voi. Guardate e osservate e, da lì, agite.

Ve lo richiedo:“Puoi dare le dimissioni?” cioè “Puoi lasciare quel lavoro (o qualunque altra situazione) che non ti piace o sei costretto a stare lì dove sei adesso?”

Subissati da un continuo susseguirsi di alti e bassi emotivi, perdiamo di vista il focus.

Vi invito a fermarvi, a rilassare i muscoli del vostro corpo, prendetevi dieci minuti di tempo per voi stessi e cercate di sentirvi.

Non dico che sia facile, ma vi assicuro che è semplice.

Se potete andarvene: fatelo. Se non potete lasciare la situazione in cui vi trovate: restate.

Fino a qui, non è semplice? Ripeto, non sto dicendo ‘facile’, però dovete cercare di trovare un punto fermo nella confusione che regna in voi, un passo alla volta.

Vi rendete conto che in qualche modo la vita sta già provvedendo a voi?

Forse adesso state pensando che la vita vi costringa, ma potreste almeno vagliare l'ipotesi che le cose non vi capitino 'a caso'!



Se siete impossibilitati a lasciare una situazione in cui non vorreste stare (intendo: se siete DAVVERO impossibilitati) vuol dire che dovete restare dove siete.

Questa è la prima cosa che dovete chiarire in voi stessi e a voi stessi.

Vi assicuro che il prendere atto che, volenti o nolenti, dovete stare lì sommato allo sforzo di accettare ciò che c’è, è un lavoro che vi porterà pace e vi aiuterà a crescere.

Questo è il dono che la Vita, o Dio, ci fa: quando da soli non capiamo, la vita ci viene in soccorso e sceglie lei per noi.

Le tempistiche con le quali raggiungeremo uno stato di serenità e pace dipendono da noi, come dipende da noi il fare le cose per amore o per forza.

Ma cosa significa per amore o per forza (volente o nolente)? E, soprattutto, perché non si può vivere solo nell'amore e nella gioia?

La questione sarebbe lunga da spiegare, magari dedicherò un post solo a questo argomento, per ora vi anticipo che se fossimo esseri veramente liberi di scegliere, sceglieremmo la gioia ad ogni istante della nostra vita, mi sembra chiaro.

Perché, però, questo non accade?

Accade perché, non essendo liberi, siamo sempre costretti a portare le conseguenze di un mondo che detta legge su di noi, il quale è padrone di farci sorridere o piangere, gioire o inorridire.

Vorremmo una vita serena, felice e ricolma di gioia, ma poi accade qualcosa che muta il nostro umore. L'intento c'è di stare nella gioia, però poi basta un piccolo disguido e noi ci arrabbiamo o ci sentiamo lesi oppure semplicemente ci viene la "luna storta", per non parlare di ciò che ci accade di fronte a veri e propri problemi, difficoltà e ostacoli.

Eppure, è proprio grazie ad essi che noi evolviamo.

Lo so, a gran parte di voi questo fatto non piace, eppure maggiore è la nostra capacità di integrare in noi il problema (che non è altro che una prova), maggiore sarà la nostra capacità di essere gioiosi, quindi di provare maggiore amore che, tra l'altro, è il motivo per cui ci troviamo su questo pianeta!


Per fare un buon lavoro (cioè accorciare le tempistiche) bisogna smettere di perder tempo a:

1. lamentarsi

2. dare la colpa agli altri

3. odiare chi, secondo noi, è colpevole (il fautore) della situazione in cui ci troviamo

4. sognare "come sarebbe diversa la mia vita se…. parapà parapappapà!"


Avete idea della quantità di energia che si disperde nel lasciarsi trascinare in questi quattro meccanismi?

Mentalmente, emotivamente e fisicamente queste dispersioni stancano, stressano e possono addirittura mandare al manicomio.


Io do per scontato che voi capiate che ho grande rispetto per ciascuna delle vostre difficoltà e problemi, non voglio minimizzare i problemi di nessuno.

Ho 45 anni e non è che nella mia vita le cose siano sempre andate come mi aspettassi, anzi, non è praticamente mai successo ed è proprio per questo che so di cosa sto parlando.

Perciò, se vi sentite offesi o insultati da quanto leggete, sappiate che non è nelle mie intenzioni offendere nessuno, per me ogni vostra difficoltà e ogni vostro problema è sacro perché voi lo siete, ma è mio compito spronarvi a ricordare l'amore di cui siete fatti, anche e soprattutto quando vi sentite messi all'angolo dalla vita.

Rispetto voi e i vostri problemi ed è appunto per questo che scrivo ciò che scrivo e non sto a dirvi ciò che già vi dicono gli altri...

In ogni situazione sgradita, piccola o grande che sia, le persone tentano senza sosta di ottenere il supporto degli altri, un supporto che, però, molto spesso si limita a farle rimanere nel ruolo della vittima.

Voi vi lamentate, chi vi sta accanto vi da ragione.

Tornate a lamentarvi e tornano a darvi ragione, avanti così e vi lamenterete per altri mille anni.

Io vi comprendo, ma non provo alcuna pena per voi. D'altro canto non ha senso provare pena per la perfezione e se davvero siete "Pionieri dell'amore altamente motivati" so che ciò che scrivo vi risuona.


Nei dialoghi tra schiavi che non sanno di esserlo si sentono sempre le stesse frasi, pronunciate con lo stesso tono: " Tanto cosa ci vuoi fare? Il mondo del lavoro è uno schifo, la società pure, le persone sono tutte imbranate, lo stato e le banche ci fregano di continuo e noi non possiamo farci proprio niente!"

Mi raccomando, non cadete in questa trappola e non cibatevi di questo, ricordatevi che: non siete forti e dalla parte del giusto solo perché molti la pensano come voi!

Scegliete piuttosto il cammino dell'amore (che non ha nulla a che fare con la sottomissione) e ricordatevi che ogni volta che non amate (o non accettate) avete messo un piede 'fuori' dal quel cammino e che la vita è subito pronta a farvelo vedere.

Sta a voi scegliere se guardare o meno.

Cosa c'è di sbagliato o di ingiusto in una vita che ci da sempre ciò che ci serve?

Siete liberi di fermarvi, riposare, cambiare, prendervi del tempo, ma se volete muscoli potenti non potrete passare la vita a sollevare piume!

La vita sta pazientemente educandoci alla visione della Bellezza di tutto ciò che È.


I quattro punti sopra esposti, al contrario, ci distolgono da ciò che È.

Guardate e cercate altrove perché non reggete la Bellezza di ciò che avete, cioè non reggete la Bellezza di ciò che siete.

Se siete costretti a stare in un posto dove “dovete faticà” significa che vi trovate davanti ad un’enorme opportunità di crescita.

Sentirsi senza forze è normale, avere paura è lecito, temere di non farcela è giusto, ma dovete sapere che tutto fa parte dell'allenamento, state sviluppando i muscoli dell'amore e questa è l'unica cosa che può davvero cambiarvi la vita!


Vi suggerisco un esercizio che dovete fare per almeno 7 giorni.

Annotatevi su un foglio le espressioni verbali che usate nell’esprimere i quattro punti:

1. lamentarsi

2. dare la colpa agli altri

3. odiare chi, secondo noi, è colpevole (il fautore) della situazione in cui ci troviamo

4. sognare "come sarebbe diversa la mia vita se…. parapà parapappapà!"


Alla fine dei 7 giorni, quindi all’ottavo giorno, prendete la vostra lista, mettetevi davanti a uno specchio e leggete ad alta voce (guardandovi allo specchio) tutte le espressioni che avete scritto, se riuscirete anche a interpretarle (nel modo in cui di norma le dite ai vostri amici e conoscenti, quindi con lo stesso tono di voce e mimica facciale) sarà ancor meglio!

Se farete questo esercizio in presenza, sarà ancor meglio del meglio.


Ciò che vi spaventa non è la sofferenza, ma l'incapacità di amare!


…continua…


Un abbraccio,

Paola


PS. Se siete costretti a stare nel tunnel, almeno arredatelo!


PROSSIMI APPUNTAMENTI

​ROMA

Corso di Risveglio 1° anno

Prima lezione: domenica 29 settembre 2019 - Orario: 10:00 - 18:00 circa

Cadenza: una domenica al mese, per un totale di 6 incontri

Info: manuelapaloni@gmail.com


VERONA

Corso di Risveglio 1° anno

Prima lezione: domenica 20 ottobre 2019 - Orario: 10:00 - 18:00 circa

Cadenza: una domenica al mese, per un totale di 6 incontri

Info: risveglioverona@gmail.com


TORINO, MILANO

Seminari in Movimento

Work in progress...

Stiamo organizzando le date per i Seminari in Movimento per poter creare piccolo percorso continuativo, nell'arco dell'anno, stiamo pensando di compiere a tappe un lavoro profondo su emozioni e corpo, un lavoro di Gruppo dove il Gruppo impara a conoscersi, ad aprirsi e a scoprirsi per poter imparare ad accettarsi e a collaborare: due vie indispensabili alla creazione della Bellezza.

Stay tuned!

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