IL GIUDIZIO (versione bignami)



Il giudizio è una profondità inesistente che agli occhi della personalità pare concreta come una roccia, ma è visibile solo a tratti.

Lo so sembra la frase di un folle, invece…

Immaginate il giudizio come il contenuto di un cilindro o di un pozzo. Un pozzo situato al nostro interno.

Quale profondità ha il mio pozzo del giudizio? Dove lo trovo e come lo misuro?

Il pozzo del giudizio si trova in me, la sua profondità può essere misurata in tre ‘direzioni’:

1. Da me stesso verso me stesso – “Non vado bene/sono sbagliato quando mi comporto in quel modo.”

2. Da me stesso verso gli altri – “Non vanno bene/sono sbagliati coloro che si comportano in quel modo.”

3. Dagli altri verso me stesso – “Gli altri ritengono che io non va bene/che sia sbagliato quando mi comporto in quel modo”

È chiaro che “ME STESSO” è il comune denominatore.

Vi è altrettanto chiaro che le tre direzioni hanno esattamente la stessa profondità?

Forse questo è meno immediato da comprendere, quindi andiamo a verificarlo nel concreto.

Quale tra le suddette tre ‘direzioni del giudizio’ è, per voi, la più facile da osservare?

Sceglietene una e osservatela per 7 giorni.

All’ottavo giorno, sceglietene un’altra e osservatela per altri 7 giorni.

Al quindicesimo giorno, non vi resta che osservare, per altri 7 giorni, l’unica ‘direzione del giudizio’ rimasta.

Dopo queste tre settimane, dovreste avere già una certa confidenza con le tre modalità di azione del giudizio, dovreste già aver visto, compreso e verificato che, in effetti, i tre pozzi hanno la stessa profondità, la stessa misura.

Matteo 7 – “1 Non giudicate, per non essere giudicati; 2 perché col giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete misurati. 3 Perché osservi la pagliuzza nell'occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio? 4 O come potrai dire al tuo fratello: permetti che tolga la pagliuzza dal tuo occhio, mentre nell'occhio tuo c'è la trave? 5 Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e poi ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello.”

Se mi sento giudicato con un’intensità pari a ‘100’, devo rendermi conto che io stesso giudico gli altri con un intensità pari a ‘100’ e che giudico me stesso con l’identica intensità.

Partite da dove volete, ma attraversate le tre ‘direzioni del giudizio’: noterete che è sempre lo stesso pozzo che ha sempre la stessa misura.

Consiglio: non ponetevi l’obiettivo di uscire dal giudizio entro breve tempo, rischiereste di scoraggiarvi perché, tanto per far un esempio pratico, ESSERE TOTALMENTE SENZA GIUDIZIO EQUIVALE AD ESSERE COME GESÙ, e questo non può essere ottenuto nel giro di qualche settimana!

Non rischiate quindi di mandare in frustrazione la personalità e buttare via tutto il lavoro fatto.

Ponete piuttosto l’attenzione al giudizio restando nel Qui&Ora.

Fate del Qui&Ora l’unica cosa certa della vostra vita e osservate cosa accade in quel momento di eternità!

N.B. Se osservandovi doveste notare che il vostro giudizio ha profondità maggiore di quanto vi sareste aspettati, mi raccomando: evitate di porre giudizio sul giudizio! ;-)

Con grande affetto!

Paola


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