Ho imparato che...




Ho imparato che ci sono persone diverse che spesso ho giudicato sbagliate. Ho imparato che ciò che vedo è sempre un effetto e che, fermarsi ad esso, significa non vedere affatto.

Allora ho deciso che avrei puntato alle cause, non per saperle, ma per rispettarle pur senza conoscerle. Fermarsi agli effetti è pregiudizio onorare le cause è amore onorarle senza che mi vengano spiegate… è ancor di più.

Ho imparato che ciascuno cammina nelle proprie scarpe e che camminare nelle scarpe degli altri è impossibile. Quando decisi “IO NON MI PERDO PIÙ” interiormente feci una promessa: avrei integrato in me ogni aspetto del “fuori” perché so essere un aspetto del mio “dentro”. Poi, col tempo, ho imparato ad avvicinarmi a coloro che giudicavo sbagliati e ogni volta che, avvicinandomi mi sono aperta, ho scoperto in essi un mondo inestimabile e spesso ho riconosciuto che quegli effetti erano conseguenze di un’unica causa: un cammino costellato di sofferenza, derivata da troppa sensibilità. Eccomi, dunque, ad avere una visione capovolta rispetto al pregiudizio: il troppo brutto, nasconde sempre il troppo bello!

Onoro la personalità quando essa si vuole difendere, ma le sto insegnando che ci si può preservare, pur mollando l’armatura.

Solo così io e l’altro torniamo ad essere una cosa sola Solo così io e l’altro torniamo alla consapevolezza di essere Dio.

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