“COME POSSO TROVARE LA MIA STRADA?”


Prendo spunto da alcune domande che mi sono state fatte dal gruppo di persone che ha già frequentato i miei corsi, persone che spesso sono per me fonte di grande ispirazione. Infatti, se è vero che io posso dare loro ciò che io sono, è altrettanto vero che loro mi danno ciò che essi sono.

Ed è proprio per questo motivo che amo i gruppi, il confronto, la crescita insieme, il supporto e lo scambio, anche perché il vero gruppo non nega la necessità del silenzio, della solitudine, della singolarità e di ogni caratteristica del singolo che arricchisce e fa crescere il gruppo.

Ci sono chiaramente dei presupposti, ma di questi parleremo un’altra volta…

Veniamo dunque alle domande che i miei amici mi hanno fatto a seguito di questo mio post in cui ho scritto Lasciate una domanda se l'avete, io ne sceglierò una a cui rispondere. Buona giornata! Paola”

È da notare che, essendo un gruppo che lavora insieme da qualche tempo, le domande sono state molto simili tra loro, eccole:

» Come posso trovare la mia strada?

» Dove sto andando?

» Qual è la mia missione?

» Come faccio a sapere se sono nella verità o nella codardia?

» Quando accade una certa cosa, che abbiamo desiderato per molto tempo, ma poi abbiamo compreso che non era da essa che dipende la nostra felicità, come facciamo a sapere se la nostra reazione è un atteggiamento di maturità, pigrizia o menefreghismo?


Prima riflessione: cosa sottintendono normalmente quasi tutte le domande?

Prima di continuare a leggere, provate a rispondere.

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Ciò che maggiormente temiamo è di essere nel posto sbagliato, prendere la decisione sbagliata, fare la cosa sbagliata e quindi investiamo il tempo e le forze a cercare la cosa giusta, la persona giusta, la situazione migliore, rispetto a ciò che abbiamo.


Seconda riflessione: facciamo una cosa insieme. Provate a chiudere gli occhi.

Fate tre respiri profondi inspirando con il naso ed espirando con la bocca.

Rilassate tutti i muscoli del corpo a partire dalla cima del capo sino alla punta delle dita dei piedi.

Fate silenzio dentro di voi. Fate spazio al vuoto e state lì.

Tentate di stare con la vostra essenza accettando il vostro corpo fisico così com’è, le vostre emozioni così come sono e i vostri pensieri così come accadono, non alimentate pensieri ed emozioni, ma al tempo stesso non cacciateli via.

Fate il vostro mestiere (quello vero) e fatelo al meglio: state nella straordinaria sensazione di esistere.


Bene, ora che avete letto, fatelo sul serio…!



Se lo fate per la prima volta, può darsi non sentiate nulla, ma basta allenarsi un po’ per scoprire che in tale stato (cioè sapere di esistere) non potete che rendervi conto che è impossibile essere sulla strada sbagliata.

Se non ve ne siete accorti, provate a rifare l’esercizio.


Se volete andare a fondo di quel malessere può darsi che tra le vostre emozioni faccia “cucù” lo spiccato senso del giudizio (che è una caratteristica della personalità) il quale fa sempre a gara col vostro sentire.

Il vostro sentire se ne infischia del giudizio della personalità, però essendo che il giudizio la fa da padrone, il sentire (qualità animica) non combatte per emergere. Potremmo dire che ‘attende’ e resta in tale postazione finché può poi, essendo fedele alla nostra anima, un bel giorno… SBAM!

Si presenta in modi non sempre chiari, a volte sono grandi intuizioni, a volte piccole intuizioni, a volte sono malattie, altre volte possono essere piccoli o grandi sconvolgimenti nella nostra vita.

Come personalità ci è difficile comprendere l’amore che sta dietro a questi movimenti… ma sta proprio qui il motivo per cui siamo rivestiti di carne, ossa, emozioni e pensieri!


Durante gli incontri spesso dico che per essere felici dobbiamo amare, ma il problema risiede nel fatto che, credendo già di sapere come si ama, tendiamo a dire “Amare non basta!” oppure “Se bastasse amare, a quest’ora sarei ricco, felice, soddisfatto… invece: niente!”

Questo è il difficile: amare gli altri e noi stessi in modo animico.

Avvicinare gli altri e noi stessi in modo animico.

Ed è difficile perché siamo identificati con modalità meccaniche della personalità che è bellissima, ma incapace di amare in modo incondizionato.

Quindi che fare?


A me piace arrendermi alla meraviglia del mistero dell’amore.

Spesso me lo ripeto “Ti sei arrabbiata/offesa/smarrita perché quella parte di te non conosce consapevolmente e fino in fondo l’amore di Dio di cui essa è fatta. Tutto qui.”

L’amore è un mistero proprio per questo: non si può conoscere, studiare, sezionare, indagare.

Se vuoi, ti puoi arrendere a un mistero e vivere in quel mistero.

Il mistero dell’amore è il SENTIRE.

Il nostro sentire, quello vero, profondo, autentico lo abbiamo bistrattato pensando che fosse solo una cavolata.

"Cosa vuoi che conti quello che vorrei fare, se tanto sono costretto fare altro?"

Non è forse questo che abbiamo pensato fino a ieri?

Allora può darsi ci serva del tempo per separare il grano dalla zizzania.

Matteo 13,28-30

“E i servi gli dissero: «Vuoi che andiamo a raccoglierla?». 29 «No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. 30 Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio”


Prendetevi tempo e guardate ciò che cresce in voi.

Se avrete la possibilità di lasciar emergere il vostro sentire, bene. Diversamente lo farà la vita per voi.

Perché quindi preoccuparsene?

Per quale motivo dovreste essere sulla strada sbagliata o fuori dalla vostra missione?

LA STRADA SBAGLIATA NON ESISTE PERCHÉ IN DIO e NELL’AMORE LO SBAGLIO NON È CONTEMPLATO.

…altrimenti coloro che credono di non avere una missione o che non fanno un lavoro su loro stessi dovrebbero essere persone sbagliate…invece no, per niente!


La tua missione la conoscete solo tu e la vita (o Dio).

Se anche venisse da te Gesù e ti dicesse che nella vita devi fare una data cosa: come fai a capire che si tratta di Gesù e che ha ragione lui? Chiami un investigatore privato per scoprire se davvero Egli è chi dice che sia?

Non faresti prima e meglio se indagassi, dentro di te, su CHI TU SEI e COSA SEI VENUTO A FARE?

Indaga il tuo sentire, potrebbe non essere una cavolata. Potrebbe renderti vivo e felice. Potresti scoprire che hai sempre visto te stesso e il mondo al rovescio!

...ma per guardarti e sentirti devi un po' amarti, così ti sentirai meglio e ti amerai un po' di più, così ti potrai sentire un po' di più e ti amerai un po' di più... e così farai con gli altri!


E, visto che si avvicina il Natale, io approfitterei dell’energia del momento per tuffarti nella rinascita ad una vita consapevole della bellezza che SEI, qui e adesso.


Con amore, vi faccio i miei migliori auguri per un Natale prospero e ricco di ogni bene!


Paola


Vi ricordo i miei prossimi appuntamenti:


💎 "I MISTERI DELLA GIOIA" webinar - 23 gennaio 2010 @14.30-18.30

Chantal Dejan, titolo intervento: “La Gioia del Dolore”

Giovanna Garbuio, titolo intervento “La via della Gioia nella propria missione di nascita”

Alessandro Baccaglini, titolo intervento: “Le Nozze Sacre: la Gioia dell’Unione”

Paola Costa, titolo intervento, “Nati per gioire”


Per info e prenotazione: imisteridellagioia@gmail.com

tel. 347.5444348 / 338.7488353


💎 "LA COPPIA: UN TUFFO NELL'IGNOTO PER CONOSCERE DIO" webinar -

febbraio 2021 (data e orario da definirsi)

risveglioinbellezza@gmail.com



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