AL SUPERMERCATO



Buongiorno a tutti!

Non vi sembra una splendida giornata?

...se la risposta è NO, allora vuol dire che state ancora dormendo...

Ma visto che oggi sono particolarmente spiritosa e visto che ieri sera il gruppo del 1^ anno ha ricevuto in DONO l'esercizio del SUPERMERCATO, invito tutti voi a farlo o rifarlo!


Se fosse passato troppo tempo e non lo ricordaste, o se non sapeste di cosa io stia parlando, ecco a voi le regole:

1. andate nel supermercato dove andate di solito

2. andateci nell'ora di punta (non alle h.03:30!!!)

3. acquistate n°10 (minimo, se volete anche di più) articoli separati (il cartone di acqua da 6 bottiglie vale come 1 pezzo)

4. recatevi alla cassa e posate sul nastro gli articoli, uno per volta, e qui arriva il bello ; )

Questa operazione, chiamata anche "Supermarket Slow Motion", va effettuata alla lentezza di un bradipo anziano e paralitico, diciamo effetto 'rallenty'.

Mai accelerare, mai perdersi di coraggio!

5. pagate

6. NON È FINITA QUI: imbustate gli articoli alla stessa lentezza di cui sopra.

Chiaramente quasi nessuno fa questo esercizio fatto bene e pochissimi arrivano al punto n°5 osservando le regole sopra descritte.

Di norma la personalità muore prima, molto molto prima, cioè muore nel momento in cui do l’esercizio.

Lo so perché vedo le vostre facce nel panico e le vostre teste che dicono “No, nemmeno se mi ammazzi, io-non-lo-farò!”.

…ma tanto, cosa credete di poter perdere? La vostra bella faccia? La vostra reputazione?

Per perdere una reputazione, bisogna prima averne costruita una. Vera.

Ossia: dovete essere Esseri umani = l’Essere (Dio) che si fa uomo.

A quel punto, però, non avrete più nulla da temere perché sarete già morti alla vostra personalità, quindi indipendentemente da ciò che lei pensa e fa, voi non siete più identificati con lei.

La reputazione, infatti, è un vostro MODO DI ESSERE non un modo di fare, indica CHI siete e non cosa fate e il CHI siete non si può perdere.

Se siete un insieme di VALORI, cioè un Essere umano, niente e nessuno può farvi crollare, anche se la vostra personalità non è ancora totalmente gestita, perchè questa è un'altra storia.

Aggiungo ciò che ‘non vale’, visto che do questo esercizio da anni, nei corsi, so bene cosa siete in grado di inventarvi:

a) non vale dire che è un esercizio

b) non vale dire che avete perso una scommessa

C) non vale mimare il punto a

d) non vale mimare il punto b

e) non vale atteggiarsi come se vi foste beccati il 'colpo della strega' e far finta di essere costretti a muovervi con cautela

f) non vale indossare una maschera di carnevale (il vostro viso è già più che sufficiente!)

g) non vale dire alla cassiera “domani ti spiego”

h) non vale usare le casse automatiche


L’attenzione deve essere puntata solo ed esclusivamente su ciò che accade dentro di voi, fregatevene di cosa fa la cassiera e fregatevene di cosa fanno coloro che stanno dietro di voi, in coda.

Le persone che avete intorno, coi loro atteggiamenti (che poi sono i vostri), scateneranno in voi delle emozioni, prestate attenzione a queste emozioni e fatene tesoro.

Non importa se sudate come un lottatore di sumo, non importa se siete rossi come peperoni, non importa se la vostra lingua vi pare di velluto come quando mangiate i cachi non maturi e non importa se il vostro stomaco si contorce.

Restate lì e vedrete che non morirete.

Nel fare l’esercizio avrete mille opportunità per accogliere voi stessi con tutte le bellissime sfumature che vi compongono:

* Ansia da prestazione

* Frustrazione

* Nervosismo

* Rabbia

* Senso di inadeguatezza

* Giudizio

* Insofferenza

* …aggiunterete voi le vostre…

DIFFICOLTÀ VOLONTARIA, chi vuole può scegliere una delle seguenti opzioni:

1. momento del pagamento: se la cassiera ha lo sguardo atterrito o se vi dice “Scusi, ma non potrebbe fare un po’ più velocemente?”

Voi dovete, gentilmente e senza scomporvi, rispondere “Ma come? Ancora più veloce di così?” e fate la faccia sconvolta.

Immaginate di dover vincere un Oscar perché tanta dovrà essere la vostra bravura nel recitare.

2. momento precedente il resto: mentre la cassiera sta per darvi il resto (mi raccomando bisogna azzeccare l'attimo preciso), ditele con estrema cortesia “Scusi potrebbe mica fare un po’ più velocemente? …sa, oggi vado un po’ di fretta”.

Anche in questo caso, agite per l'Oscar!

L’esercizio inizia adesso perché già ora il vostro apparato psicofisico sta borbottando, sta dicendo no, sta trovando scuse, sta imprecando, sta giudicando…insomma fa tutto ciò che non serve.

Siate presenti a lui, mentre lui va per i fatti suoi.

Ultima raccomandazione: siate sempre neutrali nell'osservazione, guardatevi astenendovi dal giudizio.

Buon lavoro!

Con infinito affetto,

Paola

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