OSSERVAZIONE



Per quanto terribile possa sembrare, puoi capire CHI sei solo quando crolla una parte di te e tu non crolli con lei (pur vedendola cadere). Allora inizi a sentire la differenza tra quando sei posseduto da una parte di te (per esempio un’emozione molto forte) e quando, invece, assisti a ciò che quell’emozione fa di te.

Prendiamo per esempio “la paura” (ma puoi farlo con qualunque emozione che ti attanaglia: rabbia, senso di inadeguatezza, gelosia, ansia da prestazione, invidia, senso di vendetta, …). In un caso, che è la norma, non sai CHI sei perché quando l’emozione ti possiede tu e quell’emozione siete una cosa sola, non ci sei TU che hai paura (anche se a parole diciamo così), ma TU e PAURA siete la stessa cosa, cioè: PAURA.

Nell’altro caso, invece, ci sei TU che hai fatto un lavoro di osservazione di te e quindi c’è un TE che può guardare la paura e vedere ciò che la paura ti fa fare. Se poi, col lavoro su di te, sei riuscito ad osservarti senza giudicarti, riesci anche a vedere che il meccanismo della paura che piomba su di te è meno potente rispetto a prima (quando TU non c’eri) perché adesso TU e PAURA siete due entità diverse, distinte. C’è un osservatore e un oggetto osservato.

Col tempo poi, potrai addirittura accettare quella parte di te (es. la paura) e vederla tenerissima e bellissima. La tua paura, allora, si trasformerà da belva feroce a felino ubbidiente. Il tuo arrenderti a lei farà sì che lei non possa fare altro che arrendersi a te, e se anche un giorno lei dovesse tornare a gridare, ci sarai TU a guardarla e lei non sarà costretta a gridare forte, perché ci sarai TU e sarai accanto a lei. TU che ci SEI fai la differenza. Quando tu non ci sei, i tuoi meccanismi agiscono per te.

TU cosa scegli?


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