CHI SONO IO?



Quando al primo incontro del Corso di Risveglio chiedo ai partecipanti “Perché siete qui?”, la risposta più comune è “Per migliorare me stesso, per star meglio” e spesso io rispondo “Migliorare qualcosa significa modificare, per modificare bisogna conoscere. Quanto vi conoscete?...”

Se rimane qualcuno nella stanza, allora inizia la festa, perché per me il primo incontro è sempre una festa, faccio festa perché vedo negli occhi dei partecipanti parti di me, sempre.

Il lavoro su di sé è un qualcosa di non descrivibile a parole, forse si potrebbe danzare o dipingere, ma è davvero difficile da spiegare con delle parole, è come tentare di descrivere la bontà del tiramisù più buono della galassia… ho reso l’idea?

Io, però, ci provo.

Con grande coraggio, inizio un lavoro su me stessa perché voglio conoscermi.

Voglio portare alla luce tutte le varie sfaccettature della mia personalità per scoprire ogni parte di me, ogni mia re-azione, per scoprire perché a volte scappo, altre volte attacco/aggredisco, altre volte ancora mi blocco immobile come una statua. Voglio scoprire come mai non riesco a fare in altro modo, come mai dopo aver reagito spesso mi giudico o mi sento frustrata?

Nell'osservare tutto questo su di me, distinguo Me dalla mia personalità o maschera e, col tempo, apprezzo la mia maschera per la sua grande capacità di assumere caratteri e re-azioni, anche molto diverse tra loro.

Le diverse re-azioni saranno, quindi, da me conosciute ed apprezzate (arriverò ad amarle!) tanto che esse si metteranno al mio servizio per amore nei miei confronti.

Ciò significa che io non sarò più dipendente da loro, loro non saranno abiti impazziti che mi piombano addosso ‘a caso’ costringendomi a recitare un ruolo, ma saranno magnifici costumi di scena che IO deciderò di indossare (il come e il quando), affinché la scena sia recitata nel migliore dei modi.

Quella che ai corsi viene spiegata come la FRAMMENTAZIONE DELL’IO può essere rappresentata come la nostra personale ‘cabina armadio’ (…se siete donne andrete pazze per questo!).

Con un’attenta, costante e profonda osservazione di me, arriverò a constatare che è come se trascorressi la mia vita andando in giro con un enorme zaino.

Uno zaino contenente la mia cabina armadio personalizzata.

Ora immaginate che in essa vi siano appese molteplici grucce e che su ciascuna gruccia vi è appeso un diverso abito (cioè un diverso modo di comportarsi, di re-agire). Cosa accade dunque?

Ipotizziamo che accada un evento e vediamo quali possono essere le conseguenze, su di me, di tale evento.

Evento: al lavoro viene indetta una riunione con tutti i miei colleghi, ma io ne sono esclusa.

Conseguenza “A”: mi trovo in uno stato di profondo sonno dove sono i traumi, le paure o le aspettative che mi costringono a reagire all’evento (in realtà mi costringono alla re-azione di fronte a TUTTI gli eventi).

In questo caso specifico posso pensare che i miei colleghi stiano tramando alle mie spalle, oppure temo di aver sbagliato qualcosa, oppure spero stiano organizzandomi una festa a sorpresa.

La mia re-azione si manifesta in modo più o meno evidente in base all’abito che indosso.

La modalità di indosso dell’abito è velocissima, così veloce da bypassare la mia coscienza: vedo che è in corso la riunione a cui io non partecipo -> si spalanca la mia cabina armadio -> un certo abito mi investe, mi cade addosso, lo indosso -> sono letteralmente costretta a reagire in un certo modo (il modo del mio abito).

Di norma, la re-azione porta con sé una o più controindicazioni: senso di colpa, frustrazione, senso di inadeguatezza, ansia da prestazione, euforia, eccitamento, compensazione …ma prima tra tutte c’è la controindicazione più sordida: credere di aver scelto io l’abito, credere di aver agito con libero arbitrio.

Conseguenza “B”: sono in uno stato di Presenza, c’è ‘qualcuno’ (una parte di me) che ha osservato i meccanismi delle mie re-azioni.

Questo osservatore, è in grado di scegliere l’abito da indossare, lo sceglie, lo indossa e fa ciò che c’è da fare.

L’osservatore non re-agisce, agisce.

Nessun trauma, nessuna paura, nessuna aspettativa può più dettar legge né decidere al posto mio.

In questo caso, non vi sono controindicazioni. Agisco cercando di fare il meglio, punto.

Sembra un gioco da ragazzi, ma così non è.

È un lavoro per Anime che non sono più bambine capricciose, è per Anime che stanno diventando adulte e che vogliono assumersi le responsabilità degli adulti.

Vedere che, ogni anno, ci sono persone che vogliono “diventare grandi” (e chiaramente non mi riferisco all’età anagrafica) rende il mio Cuore straripante di Amore.

Intraprendere, con queste persone, un cammino, ricordando loro che sono già grandi, mi fa sentire al posto giusto nel momento giusto, crea uno spazio/tempo dove ci ricordiamo che siamo fatti della stessa sostanza…e questo ridimensiona completamente le nostre Vite senza spostarci di un solo centimetro, senza aspettare nessun domani. Accade ADESSO.

CORSO di RISVEGLIO 1° ANNO a TORINO da Febbraio 2018

cadenza mensile, 5 incontri

Info: risveglioinbellezza@gmail.com


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