La quotidianità_parte seconda



Com’è andata la giornata di ieri? Siete riusciti a rendervi conto del miracolo che si compie ad ogni respiro? Va bene, qualche respiro ve lo siete perso, però il succo del miracolo lo avete colto?Immagino di sì, come immagino che siate riusciti a non lamentavi affatto. Bene, molto bene.

Allora sarà naturale per voi, la prossima volta che saluterete il vostro amore, la mattina prima di andare a lavorare, oppure vostro figlio, prima di lasciarlo a scuola, che quel saluto sia pregno dell’Unicità del qui&ora, perché non sapete se quella persona la rivedrete.Magari qualcuno di voi sta toccando legno, ma io non vi sto augurando che perdiate le persone care, io vi sto augurando che impariate ad amarle come esseri unici ed irripetibili.

Per far questo, dovete iniziare voi da voi. Non aspettate che vostra mamma vi abbracci, soprattutto se non lo ha mai fatto. Non aspettate che vostro marito si ricordi del vostro compleanno, o che il vostro datore di lavoro vi dica “Bravo!”.Impegnate ogni vostra energia per accettarvi come siete, questo vi catapulterà in uno stato di Amore che occupa tutto. Non ci sarà più spazio né tempo per lamentarvi perché tutto il vostro essere sarà impegnato ad amare e, se la lamentela dovesse far capolino, voi non potrete darle retta perché sarete occupati in una cosa Reale: amare tutti e tutto, voi stessi in primis.

Siete annoiati dal solito “tran tran”: casa – lavoro – spesa – casa? Siete annoiati dal vostro solito bagno, con le solite piastrelle e il solito specchio?

E se domattina vi svegliaste e non trovaste più né bagno, né piastrelle, né casa, né città…sareste meno annoiati?E se non vi svegliaste affatto?

Che la Gioia non sia la vostra mèta, ma l’aria che espirate!


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