La quotidianità



La quotidianità, intesa come routine o “il solito tran tran” non esiste, non è reale. È una costruzione creata per chi si vuole arrendere. “Tanto le cose non cambieranno mai”, “Sono costretto in questa situazione e non vedo vie d’uscita”, “Questa non è vita, è un piattume/pattume che si ripete ogni giorno uguale” queste sono le frasi che mediamente dice l’"uomomorto".

La quotidianità, intesa come la vita di ogni giorno, è sempre diversa. Credere di fare le stesse cose, con le stesse persone, negli stessi posti è esattamente come credere di essere "uominimorti". Chi vi dice che tra un secondo sarete ancora qui? Chi vi dà questa certezza? Le rate del cellulare vi garantiscono che sarete qui domani?

Bisogna fare una scelta tra la lamentela e il miracolo.

La lamentela la conoscete perché ce l’avete già, anche se pensate che (tutto sommato) la vostra vita non vada male, c’è sempre qualcosa che sperate che accada…qualcosa che, quando arriverà, vi farà star meglio o più contenti, ebbene anche questa è lamentela.

Il miracolo lo conoscete meno, molto meno… ma anch’esso ce l’avete già, anzi lo siete! Se state ancora respirando, non dovete fare altro che rendervi conto che ogni istante è un miracolo, un regalo, un pulsare di vita che lascia senza fiato, che vi fa piangere dalla gioia, e tutto questo solo perché vi siete resi conto che state respirando.

Ma, allora, se vi rendeste conto che qualcuno vi guarda e vi parla, che i vostri amici vi amano, che avete acqua calda in casa e cibo in frigo, che le vostre gambe si muovono, che esiste il mare, i profumi, il fuoco… cosa fareste?

Vi rendete conto che tutto ciò che avete può sparire da un momento all'altro? ...sareste, quindi, dei folli se sprecaste fiato a lamentarvi, sapendo che quel fiato potrebbe essere l'ultimo! Io non perdo tempo, ogni fiato è una Gioia e se dovesse essere l'ultimo, sarà stato un Inno ad una Vita miracolosa...


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