MagnAnimus



Per essere MagnAnimus nelle situazioni della vita, bisogna prima di tutto riconoscere che la nostra personalità affronta tali situazioni come se fossero vere e proprie battaglie.

Di fronte ad esse, lei farà di tutto per sopravvivere, quindi a seconda di come siam fatti, tenderemo a combattere (per sopravvivere) o a scappare (per sopravvivere) o ad arrenderci (sempre per sopravvivere).

E’ giusto e normale che sia così da un punto di vista meccanico, cioè dell’apparato che ci ospita, in quanto lui è stato costruito e addestrato per questo e, infatti, è quello che fa.

Questa è una delle prime cose da vedere e sentire in noi: la mia macchina che morirà, teme giustamente di morire e dunque re-agisce ad ogni stimolo con una paura che fa sempre da sottofondo, la paura di morire.

Se non vediamo questo, siamo sedotti o addormentati dalla meccanicità, nulla di male e va bene così, ma se state leggendo è molto probabile che, invece, vogliate fare un passo “oltre”.

Riconosciuto in noi il fatto di essere programmati a re-agire, non ci resta che SCEGLIERE di voler uscire da questo schema.

Vi sentite invogliati a scoprire in voi il maggior numero di meccanismi, notando che in “dimenticanza di voi” tutto accade a caso, mentre in “ricordo di voi” voi siete gli autori di tutto ciò che vi accade.

Compiere un passo verso tale scelta è come inoculare il “fattore novità” nel nostro quotidiano e, essendo una novità, la nostra personalità lo vedrà come un ennesimo pericolo , quindi come un’altra battaglia davanti alla quale tenderà a combattere o scappare o arrendersi a seconda delle proprie caratteristiche.

Questo è il momento in cui possiamo interrare il nostro seme: MagnAnimus.

È qui che ci vuole coraggio.Il coraggio inizia quando accettiamo di guardare noi stessi: per ciò che siamo e per ciò che NON siamo, per ciò che abbiamo e per ciò che ci manca, dove eccelliamo e dove ci sentiamo inferiori.

Spiegare con la mente (e alla mente) che non dobbiamo preoccuparci non servirà a molto.

Sentire che siamo ospiti in un corpo che, più che umano, sembra essere una bestia selvatica, è già una grande conquista, accettare questo dato di fatto è l’inizio e la fine del lavoro: accettare che siamo in un corpo ingestibile con emozioni ingestibili e pensieri ingestibili.

Il che significa: ACCETTARE LE COSE COSI’ COME SONO, COME SE NON CI FOSSE UN DOMANI MIGLIORE DOVE FINALMENTE IO SARÒ IN GRADO DI…

Piccola, ma enorme differenza!

Dunque, la bestia selvatica (cioè l’insieme del nostro corpo, emozioni e pensieri incontrollati) risponde ad istinti quasi primordiali di cui noi non comprendiamo le origini e nella maggior parte dei casi non sappiamo gestire.

Man mano che noi “prendiamo posto” nella nostra bestia, lei se ne accorge, sa che sta perdendo potere e interpreta tutto questo come un “fattore novità” (cioè qualcosa al di fuori del conosciuto e sicuro) che va quindi combattuto o sistemato o risolto o cambiato o aggiustato.

Come facciamo ad accettare questo?

Può esserci di aiuto, coltivare un sentimento nobilissimo di cui, negli ultimi trent’anni, si è parlato sempre meno: la PAZIENZA.

Non perdere la pazienza significa non cadere vittima di quell’inganno che ci fa pensare che la battaglia sia fuori e che noi siamo costretti a reagire.Significa creare uno spazio interiore di sospensione, di accoglienza, di perfezione, di fiducia (ognuno lo può recepire con sfumature diverse) dove possiamo guardarci e scioglierci per la tenerezza che vediamo in noi.

Sempre convinti di essere in una bestia selvatica?

Bene, ma allora come possiamo addomesticare un animale selvatico se non abbiamo pazienza?

Se corriamo dietro a una lepre….col cavolo e che riusciamo ad addomesticarla, non riusciamo nemmeno a prenderla!!!

La pazienza è la parte femminile del coraggio. Queste due qualità possono essere sviluppate parallelamente ma ad un dato punto si devono unire e mettersi l’una al servizio dell’altra.

Sembra fantascienza vero?

Invece non lo è, questa “cosa” si chiama UOMO “MAGNANIMUS”: colui che ha accettato le proprie ombre e la propria bestia, la quale ora siede ai suoi piedi, fedele e desiderosa di ricevere un comando dal proprio padrone.

Ecco, la battaglia è vinta prima ancora di iniziare.

Tutto il resto è un gioco.

Questi i temi trattati nel mio prossimo "seminario in movimento" MAGNANIMUS, il 06 febbraio 2016 a Torino e in Aprile 2016 a Firenze.

Paola Costa

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