Lettera al Nemico


“Caro Nemico mio, non era mia intenzione combattere, ma abbiamo combattuto.

Dalla battaglia, in apparenza, tu ne sei uscito illeso e io ferita, ma è poi questa la Realtà?

Le mie ferite erano reali e ho pianto dal dolore.

Davanti ai colpi che mi hai inferto, ho visto aprirsi tre strade: sguainare una spada più grande, accusarti di slealtà o guardare ciò che, dentro di me, doveva essere fortificato.

Ho scelto la terza e poi ho scelto di smettere di combattere contro di te e contro di me. Ma non è bastato. Tu hai

continuato a ferire e io a soffrire.

A un tratto, mi sono resa conto che non stavo facendo nulla di nuovo: semplicemente vivevo una battaglia già vissuta e già combattuta mille volte.

Allora ho pregato, Nemico mio, ho pregato per entrambi.

Poi, una notte, un’intuizione: “Coloro che hanno scelto di essere Testimoni della Misericordia di Dio devono, a volte, compiere atti apparentemente incomprensibili.

Non è sufficiente che tu abbia deposto la spada, devi spogliarti della tua armatura.

In quel momento, il tuo nemico potrà affondare la sua spada nel tuo petto e ucciderti oppure potrà innamorarsi del tuo Coraggio e trasmutare la sua rabbia affinché la sua Forza venga messa al servizio del mondo.

Ciò che lui farà, dipende solo da te.”

Caro Nemico mio, per diventare ciò che ho scelto di essere, tu mi sei stato indispensabile.

Senza di te, non ce l’avrei fatta…e chissà, forse, nelle mura che hai costruito intorno al tuo Cuore, ora c’è una piccola crepa che un giorno si espanderà sino a far crollare quella tua impenetrabile fortezza.

Non trovi che la Vita a volte sia buffa, caro Amico mio? Il nostro affetto si è dovuto travestire da odio per potersi trasformare in Amore affinché entrambi potessimo sentirci Vincitori.”


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